I tumori cutanei non melanoma rappresentano una delle neoplasie con più complessità clinica e consumo di risorse sanitarie. Nonostante una prognosi generalmente favorevole, il percorso del paziente affetto da carcinoma basocellulare o squamocellulare può risultare frammentato e disomogeneo, con criticità che coinvolgono sia gli aspetti clinici sia quelli organizzativi.
Dal punto di vista clinico, la gestione del tumore cutaneo non melanoma richiede una corretta identificazione delle lesioni sospette, una diagnosi tempestiva e accurata, una valutazione del rischio di progressione o recidiva e le scelte più appropriate tra le diverse opzioni disponibili.
La presenza di pazienti anziani, spesso fragili e con comorbidità, rende ulteriormente complesso il processo decisionale, aumentando la necessità di un approccio personalizzato.
Sul piano organizzativo, il patient journey è spesso caratterizzato da ritardi diagnostici, accessi multipli a differenti specialisti, variabilità nei percorsi assistenziali e discontinuità tra territorio e ospedale. La mancanza di modelli condivisi e di una comunicazione strutturata tra le diverse figure coinvolte può generare inefficienze, inappropriatezza e un aumento del carico emotivo per il paziente.
In questo contesto, la multidisciplinarietà rappresenta un elemento chiave per garantire una presa in carico globale e coordinata del paziente con tumore cutaneo non melanoma. La collaborazione strutturata tra dermatologi, oncologi, chirurghi, radioterapisti, anatomo-patologi, medici di medicina generale e altri professionisti sanitari consente di ottimizzare il percorso diagnostico-terapeutico, migliorare gli esiti clinici e la qualità dell’assistenza.
Il progetto si propone di analizzare le principali criticità del patient journey nel tumore cutaneo non melanoma, favorendo il confronto tra diverse discipline. Obiettivo è individuare e condividere best practice organizzative e cliniche per una gestione multidisciplinare efficace.